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Vacanze a Portoscuso
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| Portoscuso Sud Sardegna - Storia |
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Il paese nasce come paese di pescatori provenienti da Gonnesa (allora Conesa), in particolare interessati alla pesca del tonno e alla raccolta dei coralli. A seguito della costruzione di alcune tonnare nella zona, il piccolo borgo originario, composto da baracche abitate durante le stagioni di pesca, inizia a evolvere in paese. Il suo nome attuale viene dallo spagnolo Porto Ascoso, cioè nascosto a chi, proveniente dall'attuale strada di Seruci, non poteva vedere il paese risultante molto a valle coperto da dune di sabbia e dunque nascosto alla sua vista. Il paese fu assalito durante le invasioni moresche, la piccola chiesa parrocchiale in piazza d'Istria fu depredata e fu sfregiato un quadro sacro tutt'ora custodito al suo interno. Inoltre alcuni suoi abitanti furono resi schiavi e trasportati attraverso la zona attuale del campo sportivo comunale presso i loro bastimenti in sosta laddove oggi si calano le reti della tonnara di Porto Paglia. Tale località oggi è nota col nome di "Su campu dolorosu" cioè la strada, la via del dolore. A ricordo di tale storico evento sono poste sul luogo, da anni, una croce e una lapide, in memoria di quegli sventurati. In paese trovasi anche la villa "Su marchesu", che fu di un nobile sardo Pes di Villamarina conte di Vallehermosa e marchese di Villamar, grande consigliere alla corte di Torino del re di Sardegna, nobile che su incarico del monarca sardo aveva cercato di contrattare col re di Napoli la fine del suo regno a vantaggio di quello sardo. Questo nobile aveva edificato tale villa ,tutt'ora esistente all'ingresso del paese, per trascorrervi momenti di riposo. Da questo nobile sembrano prendere nome anche le curve della strada che proveniente da Gonnesa, porta all'ingresso ad Iglesias, denominate infatti "curve di villamarina". |


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